Dottorato di Ricerca in Nuove Tecnologie per la Città, il Territorio e l'Ambiente
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Indicatori di Biodiversità

English

Biodiversity indicators have been developed and used in the last twenty years under the push of three main drivers:

  • the existence, as a response to the severe crisis of Biodiversity, internationally aknowleged, of global and regional (particularly European) regulations and strategies for the conservation of Biodiversity (the Convention on Biological Diversity and related Action Plans; the European strategy for “Halting the loss of Biodiversity by 2010 and related Plans, Regulations and Directives);
  • the coming to the forefront of the importance of environmental information to make every person able to participate in the decision making process regarding the environment for keeping it safe and vital. New rules (Aahrus Convention) and good practices’ development have taken place in Europe and in the world picturing new forms of democracy with a strong citizens and stakeholders involvement;
  • the extraordinary progress of Information and Communication Technologies (ICT), to which the first two points have been recognised as fundamental drivers,  made possible to collect, research, share, interoperate, treat and display, even on a geographic basis, a number of informations and data necessary to populate the indicators.

 

“Indicators are a central part of effective decision-making and adaptive management. They can provide measures of the progress and success of policies, as well as form part of an ‘early warning system’ to detect the emergence of problems. They can also be used to raise awareness about an issue and put responses to it into context. Through all these functions indicators provide an important interface between policy and biodiversity-related science, to help simplify this complex subject.”(Bubb et al 2010).

The SEBI 2010 Set of biodiversity indicators was produced for the use at the level of EU or PAN-EU regions and it is considered the most advanced and complete set of indicators to assess the state and trends of biodiversity. The Set has already been tested to assess the progress of the EU strategy at the deadline of 2010.

Biodiversity indicators should be used at every scale from global to local. One of the scope of the SEBI 2010 process was to provide a scheme to be tested at different scales to prove it relevant and sound or to be further developed.

The  research, after providing an overall analysis of the state of the art of  Biodiversity indicators following this conceptual framework,  has tested the SEBI 2010 Set at the scale of an Italian region: Regione Marche.

A number of lessons have been learned and a number of assessment were produced from the research conducted in the last two years of the Corso di Dottorato in the hope to serve as a consistent reference for the use of indicators in the conservation policy of the Marche Region and others.

 

Italiano

Sono tre i fattori determinanti che hanno spinto , negli ultimi venti anni, a sviluppare ed utilizzare gli Indicatori di Biodiversità:

  • l’esistenza di norme e strategie globali e regionali per la conservazione della biodiversità, prodotte come risposta al riconoscimento , universalmente accettato, di una sua grave crisi (convenzione per la Biodiversità Biologica e relativi Piani d’Azione; la Strategia Europea: “Arrestare la perdita di Biodiversità entro il 2010” e le Direttive, i Piani, i Regolamenti che ne discendono);
  • l’emergere in primo piano del tema dell’informazione ambientale come supporto alla capacità dei singoli cittadini di partecipare ai processi decisionali che interessino la tutela e la salvaguardia dell’ambiente considerata sia un “diritto soggettivo” che un “bene comune”. Nuove regole (la Convenzione di Aahrus) e numerose “buone pratiche” si sono sviluppate nel mondo ed in Europa in modo particolare tracciando un quadro in cui hanno iniziato ad esprimersi nuove forme di democrazia basate sul coinvolgimento dei cittadini e dei loro gruppi di interesse;
  • lo straordinario sviluppo delle Tecnologie per l’Informazione e la Comunicazione (ICT), delle quali i primi due punti sono riconoscibili come fondamentali “driver”,  ha reso possibile la raccolta, la ricerca, la condivisione , l’interoperabilità, il trattamento, la “disseminazione”, anche su base geografica, di grandi quantità di informazioni e dati utilizzabili per il popolamento degli indicatori.

 

“Gli indicatori sono uno degli aspetti centrali di un processo decisionale efficace e di un “adaptive management”. Essi possono fornire la misura di un progresso o di un successo delle politiche o formare parte di un tempestivo sistema di allerta (early warning) per rilevare l’emergenza di un problema. Possono essere anche utilizzati per suscitare consapevolezza su un certo problema e metterne in discussione “risposte”. Attraverso tutte queste funzioni gli indicatori forniscono una importante interfaccia fra la politica e la scienza collegata alla biodiversità e consentono una semplificazione di questo complesso tema.”(Bubb et al 2010)

Il Set di indicatori per la Biodiversità SEBI 2010 è stato realizzato per un utilizzo nell’Unione Europea e nella Regione PAN-EU. E’ considerato il Set di indicatori più avanzato e completo per valutare lo stato e le dinamiche della Biodiversità; è stato già testato per valutare i progressi nella conservazione della Biodiversità ottenuti alla scadenza fissata dalla Strategia Europea (2010).

Gli indicatori di biodiversità dovrebbero essere utilizzati ad ogni scala, da quella locale a quella globale. Uno degli obiettivi di SEBI 2010 era quello di fornire uno schema concettuale e metodologico applicabile tentativamente a diverse scale in modo da verificarne la rilevanza e la solidità anche in vista di un suo approfondimento e sviluppo.

La ricerca, oltre a fornire un’analisi complessiva dello stato dell’arte degli Indicatori di biodiversità articolato nel quadro sopra tracciato, ha prodotto un test del Set SEBI 2010 alla scale di una regione italiana: la Regione Marche.

Molte questioni sono emerse come meritevoli di approfondimento e molte sono state anche le valutazioni rese possibili nel dispiegarsi della ricerca condotta durante due anni (2009-2010) del Corso di Dottorato, sempre con la speranza di riuscire a produrre una esperienza di riferimento per avviare nelle Marche, ma anche in altre regioni italiane, l’uso di indicatori nel contesto di più strutturate politiche per la conservazione della biodiversità.

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