Dottorato di Ricerca in Nuove Tecnologie per la Città, il Territorio e l'Ambiente
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Geo-FreeDOM: impatti di Free, Digital, Open, Mobile sul business geomatico, tendenze evolutive e prospettive future. Parte 1 il concetto di Free.

Paolo Dosso


giovedì 12 aprile 2012
14.30 >16.30
Tolentini

sede Unisky

 

Slides

Introduzione

Viviamo un periodo di grandi trasformazioni rese possibili dal progresso straordinario delle nuove tecnologie, oltre che dall'affacciarsi di ineludibili sfide storiche inerenti i temi dell'economia e della finanza globale oltre che dell'approvvigionamento energetico e, più in senso lato, della sostenibilità ambientale e sociale dello sviluppo. Questo scenario sta impattando, e ancor più impatterà in futuro, sul mondo del business geomatico, mettendo a rischio attività imprenditoriali e professioni consolidate ma al contempo creando nuove opportunità imprenditoriali e professionali. I più importanti “drivers” del cambiamento in corso sono identificabili nei concetti di “Free”, “Digital”, “Open”, “Mobile”. L'idea della ricerca consiste nell'approfondire tali concetti analizzandone dapprima i meccanismi e le logiche di sviluppo, e successivamente valutandone da una parte il loro impatto, reale e potenziale, sui business geomatici esistenti, e dall'altra le opportunità nuove che da esse possono scaturire in termini di business geomatici innovativi.


Parte 1 - il concetto di Free

La nozione di “gratis” non è del tutto nuova nell'ambito dell'economia e del marketing: si tratta infatti di una leva già usata ampiamente nel passato nel mondo dei prodotti fisici (fatti di atomi) per indurre i consumatori all'acquisto. La rete ha però modificato completamente le tradizionali leggi economiche, creando un'economia nuova che, sostenuta dall'abbattimento dei costi garantito dai prodotti digitali (fatti di bit), può rivelarsi interessante soprattutto in tempi di crisi come quelli che stiamo vivendo. Che il mondo del “Free” abbia impattato pesantemente sul business geomatico è cosa ben consolidata e data almeno al 2005, anno in cui è apparsa per la prima volta l'applicazione destinata a realizzare una rivoluzione nelle modalità di consumo dell'informazione geografica, ovvero Google Earth. Da allora è stato tutto un fiorire di API geografiche, webapp ed ora app per smartphone tutte caratterizzate da modalità di utilizzo “Free” (o quasi). Ciò da un lato ha creato importanti opportunità nuove di business per i players tradizionali in campo geomatico (si pensi soltanto alle inaspettate possibilità apertesi per il mondo delle riprese aeree, necessarie per l'allestimento dei vari motori geografici basati su mappe), ed una nuova familiarità con i temi geografici da parte di un'utenza vasta che è senz'altro il presupposto per sviluppare nuovi prodotti e servizi di tipo “location-based”; l'altro lato della medaglia è però consistito nel fatto che la vasta disponibilità di servizi ed applicazioni gratuite di tipo geografico le ha di fatto rese una commodity all'occhio del consumatore, svalorizzandone il ruolo anche di tipo culturale oltre che economico. Mai sufficiente attenzione è stata inoltre sinora posta sul problema della proprietà di tale patrimonio culturale, la cui disponibilità gratuita è ormai data - erroneamente - per scontata dagli utenti, soprattutto in un'ottica della sua salvaguardia nel tempo.